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Lei scese da quell’aereo, ed una volta fuori, non aveva nient’altro in testa che quegli occhi

Una volta scesa da quell’aereo, mentre si approcciava al controllo del passaporto, nella sua mente passavano quelle immagini di quegli occhi, quegli occhi che erano entrati nella sua mente, quasi come una maledizione, ed in mano, un biglietto con un numero di telefono strappato allo scorrere veloce del tempo durante quell’atterraggio, che delle volte sembra infinito, ma quella sera sembrava quasi come se volesse sfidare la legge del tempo. 

Arrivata fuori dall’aeroporto, prese il telefono e mandò subito un messaggio, quasi come a voler dimostrare che non aveva dimenticato nemmeno un istante di quelle due ore

Andò verso casa, fece una doccia calda mentre cercava di immaginare per quale motivo il fato, gli avesse portato lui, moro, alto come lei, occhi profondi, spalle larghe, una voce che non bastava arrivare al centro della terra per rendere idea di quanto fosse profonda, il suo nome ? Roger, 5 lettere che racchiudevano l’essenza … lei ancora non sapeva… sarebbe divenuta la sua dannazione …. 

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